CALDEROLI INSULTA IL MINISTRO KYENGE: ​”SEMBRA UN ORANGO”. POI CHIAMA E SI SCUSA

di Alessandra Severini

ROMA – Insulti volgari, razzisti e per nulla divertenti. Il leghista Calderoli torna a far parlare di sé per la offese lanciate al ministro all’Integrazione, Cecile Kyenge, già bersaglio di attacchi e offese di altri colleghi leghisti.

Alla festa del suo partito a Treviglio, Calderoli – che ricopre anche la carica di vicepresidente del Senato – ha detto riferendosi al ministro Kyenge: «Quando la vedo non posso non pensare a un orango». Una frase di stampo chiaramente razzista e assolutamente priva di un qualunque contenuto politico. L’esponente leghista ha capito troppo tardi di aver passato il segno e ha provato una sterile difesa. «Era solo una battuta simpatica». In serata ha detto di aver telefonato al ministro e di essersi scusato.
Al di là dello strano concetto di simpatia dell’ex-ministro, intanto, la frase aveva già scatenato una valanga di critiche. Il premier Letta ha fatto sapere subito il suo pensiero e su twitter ha definito «inaccettabili oltre ogni limite le parole di Calderoli. Avanti Cecile col tuo lavoro – ha esortato – Siamo con te». Anche il presidente Napolitano ha fatto trapelare di essere «colpito e indignato» per una serie di episodi (le minacce sul web a Mara Carfagna, l’ incendio del liceo Socrate di Roma, fino agli insulti alla Kyenge) «che dimostrano tendenza all’imbarbarimento delle vita civile». La ministra ha dato prova di saggezza: «Le parole di Calderoli non le prendo come un’offesa personale, ma mi rattristano per l’immagine che diamo dell’Italia. Credo che tutte le forze politiche debbano riflettere sull’uso che fanno della comunicazione».
Solidarietà «a nome del governo e del Pdl» è arrivata dal ministro dell’Interno, Alfano, mentre il Pd ha chiesto le dimissioni di Calderoli da vicepresidente del Senato. Il segretario Epifani parla di «un problema che andrà opportunamente affrontato». Calderoli dice di «non pensare proprio» a lasciare. Una reazione ben diversa aveva avuto il ministro delle Pari opportunità, Josefa Idem che, travolta dalle polemiche per il mancato pagamento dell’Ici sulla casa-palestra di Ravenna, aveva deciso di abbandonare il governo. La Lega ha cercato di minimizzare, insistendo però nella critica alla Kyenge, giudicata «pericolosa» per il suo progetto di ius soli e perché «vuole eliminare il reato di immigrazione clandestina». «Calderoli ha sbagliato e ha chiesto scusa, noi non attacchiamo le persone ma contrastiamo le idee sbagliate», ha commentato il segretario Maroni.

Fonte: www.leggo.it

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