Attraverso un lungo messaggio pubblicato sui propri canali social, l’ex sindaco di Conflenti Giovanni Paola, che ha guidato il Comune per quindici anni, è intervenuto dopo la diffusione di un articolo apparso su una testata online riguardante alcuni avvicendamenti di sacerdoti in ambito diocesano, nel quale veniva chiamato in causa Don Adamo Castagnaro.
Paola racconta di aver letto con «profondo sconforto e malessere» il contenuto dell’articolo, dichiarandosi sorpreso nel vedere attribuite al sacerdote responsabilità che, a suo giudizio, non rispecchiano la persona che la comunità ha conosciuto in decenni di ministero.
L’ex primo cittadino coglie l’occasione per ripercorrere il lungo percorso umano e pastorale di Don Adamo, descrivendolo come una figura sempre vicina ai più fragili, disponibile in ogni momento della giornata e punto di riferimento costante per l’intera popolazione. «Chiunque bussasse alla sua porta – sostiene – trovava sempre ascolto, accoglienza e una soluzione concreta ai propri problemi».
Secondo Paola, proprio questa disponibilità avrebbe fatto nascere un profondo legame tra il sacerdote e la comunità conflentese, consolidato negli anni anche attraverso iniziative che hanno dato lustro al paese ben oltre i confini regionali. Tra queste ricorda il Premio della Riconciliazione, manifestazione che ha contribuito a far conoscere Conflenti anche a livello internazionale.
Nel suo intervento vengono ricordati anche alcuni episodi che, secondo l’ex sindaco, testimoniano lo spessore umano di Don Adamo. Tra questi il difficile periodo della scomparsa della madre, avvenuta durante i festeggiamenti della Madonna di Conflenti, quando il sacerdote riuscì a conciliare il dolore personale con l’impegno verso la comunità e la vicinanza alla famiglia.
Paola richiama inoltre un ricordo risalente al 1996, durante la sua visita istituzionale agli emigrati conflentesi in Argentina insieme a Salvatore Buonocore. In quell’occasione una telefonata tra Don Adamo e i concittadini residenti in America Latina suscitò una profonda commozione, dimostrando – secondo il suo racconto – l’affetto che gli emigrati nutrivano nei confronti del sacerdote.
L’ex sindaco ripercorre poi alcune delle opere e delle iniziative che attribuisce a Don Adamo Castagnaro: dalla realizzazione della grande Croce in località Querciola alla nascita della Festa degli Emigranti, dall’organizzazione delle maratone Roma-Conflenti fino all’istituzionalizzazione della Festa dell’Incoronazione della Madonna di Conflenti. Ricorda inoltre il suo impegno in vicende particolarmente delicate, come la visita alla madre del magistrato Cesare Caselli e la presenza a Bovalino durante il rapimento, poi conclusosi tragicamente, del fotografo Lollò Cartisano, episodi che vengono indicati come testimonianza del coraggio con cui affrontò anche situazioni segnate dalla criminalità organizzata.
Nella parte conclusiva del suo intervento Giovanni Paola esprime una valutazione molto netta sul ruolo ricoperto da Don Adamo nella storia del paese. A suo giudizio, il sacerdote rappresenta «la figura più importante che Conflenti abbia mai avuto», sottolineando come il suo contributo alla crescita spirituale, sociale e culturale della comunità abbia lasciato un segno destinato a rimanere nel tempo.
«Non consentiamo che venga infangato un nome così importante per Conflenti», conclude Giovanni Paola nel suo messaggio pubblicato sui social, auspicando che la comunità sappia difendere il valore della memoria e dell’opera di una persona che, per decenni, ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di conflentesi.
