La Calabria è attraversata da una protesta che rappresenta un vero e proprio grido di disperazione. Agricoltori e autotrasportatori, esasperati dal caro carburante e dall’aumento insostenibile dei costi di produzione, sono scesi in strada con camion e trattori, presidiando svincoli autostradali e snodi strategici della regione.
Da Lamezia Terme a Gioia Tauro, passando per Falerna e Sant’Onofrio, la mobilitazione sta provocando pesanti disagi alla circolazione. Ma dietro quei mezzi fermi non ci sono soltanto manifestanti: ci sono padri e madri di famiglia, lavoratori e piccoli imprenditori che rischiano di perdere tutto e chiedono semplicemente di poter continuare a vivere dignitosamente del proprio lavoro.
E mentre la Calabria grida aiuto, dal Governo Meloni si attendono ancora risposte concrete. Non bastano dichiarazioni di solidarietà, promesse o tavoli di confronto. Chi ogni giorno deve pagare il gasolio, sostenere le spese della propria azienda e garantire un futuro alla propria famiglia ha bisogno di interventi immediati, non di ulteriori attese.
Un Governo deve dimostrare la propria vicinanza ai lavoratori attraverso i fatti, soprattutto quando intere categorie produttive arrivano al punto di fermare le proprie attività per disperazione.
Ma a lasciare perplessi è anche l’atteggiamento delle grandi televisioni nazionali. Quale spazio stanno dedicando Rai e Mediaset a questa protesta? Perché una mobilitazione che coinvolge settori fondamentali dell’economia non riceve maggiore attenzione nei principali telegiornali?
La Rai, per la quale i cittadini sono obbligati a pagare un canone, dovrebbe garantire un’informazione attenta anche alle difficoltà del Mezzogiorno. Sebbene la protesta sia stata raccontata dalla TGR e da RaiNews, resta da chiedersi se abbia ricevuto un’adeguata visibilità nei principali notiziari nazionali. Un interrogativo che riguarda anche Mediaset.
Possibile che per richiamare l’attenzione nazionale i calabresi debbano arrivare a bloccare le strade? E soprattutto, possibile che il dramma di chi rischia di perdere il proprio lavoro non meriti un approfondimento ben più ampio?
Come redazione di San Mazzeo Web, riteniamo che quanto sta accadendo in Calabria debba far riflettere tutti. Non possiamo restare indifferenti davanti alla disperazione di chi lavora onestamente e oggi non riesce più ad andare avanti.
Al Governo Meloni chiediamo risposte concrete e tempestive, non soltanto parole. Alle televisioni nazionali, e soprattutto alla Rai, servizio pubblico pagato anche dai calabresi, chiediamo di dare il giusto spazio a questa protesta e alle persone che ne sono protagoniste.
Perché la Calabria non è una regione di serie B e i suoi lavoratori non sono cittadini di serie B.
Quando un padre di famiglia è costretto a fermare il proprio camion o un agricoltore ad abbandonare temporaneamente il proprio campo per scendere in strada, significa che qualcosa non sta funzionando.
E la cosa più grave sarebbe lasciare che quel grido di disperazione si perda nell’indifferenza della politica e nel silenzio dell’informazione nazionale.
La Redazione di San Mazzeo Web
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